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Il percorso proposto intende far conoscere il territorio di Azzarino, uno dei XIII Comuni Cimbri della Lessinia, appartenuto al Vicariato delle Montagne fino all’avvento di Napoleone che nel 1797 lo accorpò al comune di Velo, le contrade che lo compongono e i suoi tesori quali steli di pietra, meridiane e affreschi. Si parte da Velo Veronese raggiungibile da Verona uscendo dall’autostrada Milano-Venezia a S. Martino Buonalbergo, tangenziale Est - uscita Montorio, poi per San Rocco e Velo Veronese. Il percorso seguirà in parte strade asfaltate e in parte carrarecce-mulattiere che ci porteranno ad attraversare nell’ordine le seguenti località: contrada Purga, località croce del Gal (1170 m), contrada Chiarenzi (1100 m), contrada Battisteri (1073 m), contrada Pozze, contrada Covel (1021 m), contrada Campe, contrada Riva, contrada Foi, di nuovo contrada Chiarenzi, contrada Tecchie, contrada Croce, Contrada Fontani, contrada Retz, contrada Valle ed infine rientro a Velo Veronese. Il percorso e fattibile in tutti i periodi dell'anno. Si consiglia di usare il parcheggio che si trova all'inizio del paese di Velo. Anche se sul percorso si troveranno delle fontane si consiglia di portare una scorta d'acqua. UN PO' DI STORIA Il toponimo Azzarino, secondo alcuni studi, potrebbe derivare da Adarin, che è un diminutivo del latino arger e agger «argine», nel dialetto veronese àrzere e àrdare. Il territorio di Azzarino è tutta una successione di argini e di valloncelli. Azzarino fin dall’antichità, dal momento cioè della diffusione dell’elemento “Cimbri” in Lessinia, è sempre stato “comune” autonomo e, prima di tale occupazione, era già conosciuto col nome di Azerinum. Una pagina importante della vita di Azzarino l’hanno scritta i terreni svegrati (dissodati), i poderi recintati da lastre di pietra, le splendide antiche costruzioni a casa e a stalla, e le sculture popolari di bella fattura. La sua storia non può contare su fatti particolarmente straordinari: solo una spedizione punitiva dei suoi abitanti in centro a Velo, con incendio della casa del comune, che come tutte o quasi le costruzioni di quegli anni, era coperta di paglia, e che pertanto andò distrutta. NOTE SUL PERCORSO Contrada Purga E' la prima contrada che si trova usciti da Velo Veronese, all'inizio della contrada a destra si trova subito una croce di pietra datata 1884, alla croce si prende a destra e si entra nella contrada e si procede fino a rientrare sull'asfalto dove si prende a destra in direzione Azzarino. Croce del Gal Giunti alla vecchia stele che segnava il confine tra Velo Veronese e Azzarino, si sale a sinistra per la mulattiera, conosciuta anche come "Via Cara" e usata in passato per la transumanza. Si continua fino a quando a sinistra in mezzo ai prati si vede una grande croce in rosso-ammonitico: è questa la Croce del Gal – anno 1864 Dalla Croce del Gal si scende a destra per la mulattiera (segnavia 251): a nord si potrà osservare la contrada Valsguerza e in alto (malga Norderi) con il monte Carega sullo sfondo. La strada è interamente delimitata da muri a secco e segnata da un doppio filare di frassini. Alla fine si prende prima a destra e poi a sinistra e si arriva alla contrada Chiarenzi. La giassara In corrispondenza di un primo incrocio sulla destra in mezzo ad un pascolo sarà possibile osservare una piccola “giassara” e poco lontano i resti di una pozza usata per abbeverare il bestiame e per ricavare in inverno blocchi di ghiaccio che venivano conservati nella giassara. Contrada Chiarenzi È possibile osservare le caratteristiche costruzioni costituite da una stalla, sempre incassata nel pendio, sormontata da un fienile detto “TEDA” al quale si accede attraverso una grande porta la cui soglia è elevata sul terreno per circa mezzo metro. Queste strutture sono edificate sia all’interno delle contrade che isolate nei prati-pascoli e si caratterizzano per il tetto a sesto acuto con grandi laste di pietra che proteggono tutto il perimetro murale, il resto del tetto, ora ricoperto da tegole o lamiere, era una volta costituito da paglia di segale. Originali e uniche alcune aperture atte ad arieggiare le tede o i sottotetti in genere. Contrada Battisteri Visibili alcuni camini a vento e un “albio” ossia una conca in pietra per abbeverare il bestiame. Contrada Pozze Pozze, toponimo derivante dal cimbro «puzze» che si rifà al latino «puteus» = «pozzo». La contrada, attestata ancora dal 1566, presenta una bella fontana ed alcune schiere di case e stalle-tese, alcune con tetto in «canel» sotto la lamiera, nonché un baito della contrada. Sulla porta di un baito è inciso il simbolo del fiore della vita o sole delle alpi e alcuni marchi per formaggio impressi a caldo. Anche questa contrada come le altre non aveva disponibilità di acqua nelle vicinanze, pertanto l’acqua piovana dei tetti veniva raccolta in cisterne interrate alle quali si accedeva attraverso una “vera”, un anello di pietra di 50-60 cm di diametro. Oggi, è presente una fontana, l'acqua arriva direttamente da una sorgente chimata "Gandelia" posta ai oiedi del monte Purga. L'acquedotto privato, costruito negli anni 50 del secolo scorso, serve le contrade Pozze e Riva, l'acqua è suddivisa tra le 2 contrade in base alle percentuali di partecipazione delle varie famiglie dette anche "paghe". Presente in contrada anche una meridiana di recente realizzazione perfettamente funzionante ed una struttura ricettiva Bed & Breakfast denominata "La via dei Cimbri". Proseguendo lungo la strada che passa davanti alle stalle, alcune con ancora la paglia di segale sotto le lamiere, si incontra la colonnetta delle Pozze: Il manufatto, una bella stele in rosso ammonitico raffigura una classica Crocifissione con i segni della Passione e le Marie poste in basso, ai lati della croce. Tra di loro è interposto il simbolo della morte. L'immagine della figura principale mostra una capigliatura riccia e il lenzuolo che le cinge la vita è riccamente decorato. In alto sono scolpite le lettere INRJ, mentre sotto la figurazione è riportata l'epigrafe 1749 - QESTA OPERA - FATTA IO VA - LENTIN FIIVO - DI - DOMENICO – POCERLE. Contrada Covel Covel, Antica contrada attestata ancora nel 1570 ed il cui nome deriva dall'antico tedesco «kofel«cima di montagna», o «kobel» = «gola di montagna scavata nella roccia», entrambi riferiti alle precipiti pareti verso la Val d'Illasi o alla presenza di doline (la più prossima usata come discarica). La contrada è disabitata e presenta notevoli strutture architettoniche: in particolare sono da ammirare i portali scolpiti, alcuni millesimi del 1730 e del 1810 ed i contorni di alcune finestre. All'ingresso della contrada sulla destra, interessante oltre che per l’architettura rurale anche per una pregevole secuzione una stele marmorea scolpita con l’immagine della crocifissione e recante la scritta: ANNO 1895 FECE FARE CANDIDO CASTAGNA FRATELLI P.S.D. Proseguendo sulla strada bianca verso Sud si passa a fianco di una fontana e un altro baito (il baito delle contrè) che riporta la seguente dicitura: W LA SOCIETA’ CONCORDIA CAMPE COVEL RIUSCITI NELLA BATTAGLIA ANNO 1940. Contrada Campe Campe, toponimo derivante dal latino «campus» = «campo». La contrada, citata ancora in documenti del 1566, presenta la chiesetta ottocentesca di San Giuseppe con doppio rosone centrale, alcune schiere contrapposte, una fontana, un pozzo ed un baito. Interessante è un capitello del 1871, in stile barocco, murato su di una abitazione, contenente una Madonna con Bambino e recante l'iscrizione: «INDULGENZA DI 40 GIORNI A CHI DICE AVE MARIA». Sotto vi è la dedica: «A. M. R. VERGINE PER M.D., M.T., E.F. A 1871». A destra del capitello vi è una stalla-tesa con un curioso particolare: lo spigolo in pietra è incavato ed arrotondato e reca scolpita una mano per invitare a prestare attenzione al bordo superiore. La stele di contrada Riva Lasciata la contrada Campe, subito dopo la prima curva a destra, si prende a sinistra per la vecchia strada dove avremo la possibilità di osservare una delle più belle ed antiche stele della Lessinia datata anno 1661. La Crocifissione ha come tema la sola immagine del Salvatore. Questa iconografia si scosta notevolmente dalle altre presenti nella zona. I segni della Passione e gli oranti non sono qui rappresentati e il Cristo, nella sua complessità, è meno rigido e molto più plastico. In basso sono incise alcune scritte in parte illeggibili: ANO D 1661 IOC MRA... EA RVFPV DECO. Continuando per la strada si arriva alla contrada Riva. Contrada Riva Riva, attestata ancora nel 1567 ed il cui nome deriva dal veneto «ria» =«terreno in pendio». Notevole è la stalla-tesa che fa angolo sulla strada, con una croce in pietra murata e due «bocaròi» a semicerchio caratteristiche aperture per arieggiare ed illuminare i sottotetti. Quasi di fronte sull'altro lato della strada vi è una stalla con fienile sospeso su di un passaggio pedonale e con una bella slitta in legno appesa sotto. Contrada Foi Evidente il toponimo di derivazione dialettale veneta ad indicare i faggi a testimonianza della ricchezza di questi boschi. Ancora una volta una croce a testimoniare la particolare religiosità di questa popolazione. La croce del 1840 con piedistallo scolpito presenta la seguente scritta: «RELIQUIA DMV AVM GBF FF A 1840 LFPBF». Entrando in contrada, da vedere un esempio di vecchia casa con portale e finestre particolarmente lavorate e sulla facciata quanto resta di una meridiana e di un affresco rappresentante l'ultima cena di Cristo. Contrada Tecchie Contrada attestata già nel 1566 ed il cui nome locale "tece" o "teisse" significa "fienile". Sulla curva alla fine della salita si trova un capitello fatto erigere nel 1895 che incorpora su un lato una stele del 1657 riportante una croce con la scritta "GM + IO VALEN. D.L. RFPD" Contrada Croce Croce è una contrada abbastanza ampia con interessanti architetture. Qui troviamo i cosiddetti «vòlti barbari», una sorta di porticato gotico chiuso, risalente al XV sec. ed ampliato nel XVII sec., in cui vuole la tradizione si rifugiassero gli abitanti con i loro animali in caso di assalti da parte di briganti o di lupi ed orsi. Di fronte abbiamo una stele in pietra con croce (con la scritta INRI) da cui è derivato il nome alla contrada. Evidenti sono inoltre alcuni millesimi su case e stalle, in gran parte del secolo scorso. La contrada possiede un baito del 1913, mentre interessante è una abitazione nella schiera posta più a settentrione e raggiungibile tramite passaggi stretti tra le case: si tratta di un edificio della metà del secolo scorso (la data 1852 è incisa sulla pietra di una finestra), presentante una meridiana ed un affresco di Madonna con Bambino, ormai sempre meno leggibili; sul tetto vi è un campaniletto a vela con campana benedetta che veniva suonata all'avvicinarsi di temporali minacciosi (tale campana può far pensare anche ad una destinazione scolastica dell'edificio in questione). Nella parte più bassa della contrada vi è anche una fontana, mentre nelle abitazioni ad oriente vi è una casa ristrutturata con una lapide che attesta che don Giovanni Calabria (ora Santo), ha dormito in quella casa nel settembre del 1915. Da notare è poi un grande edificio ad oriente della contrada, costruito nel 1923 in stile liberty, la cui parte centrale fu restaurata negli anni quaranta. Contrada Fontani Da contrada Croce si prende il sentiero che sulla sinistra scende verso contrada Fontani dove è possibile ammirare l'antica "stalla del Ballarìn" o stalla del Drago che presenta su un lato un affresco rappresentante San Giorgio che uccide il drago. Da qui si prende a destra la strada provinciale che sale a Velo, sulla sinistra un'altra croce in pietra. Contrada Retz Prima di girare a sinistra per contrada Valle continuiamo per un centinaio di metri dove si trova contrada Recce (1038 m), composta di poche case, segnalata dal cartello stradale come RETZ, antico toponimo cimbro. Sono presenti alcune case diroccate ed altre di recente ristrutturazione. Si nota subito una piccola chiesa (oratorio) dedicata a Sant'Antonio. L'oratorio di contrada Retz fu costruito intorno al 1670 dal reverendo Ferrari Retz e presenta un campaniletto a vela. Contrada Valle Si lascia la strada provinciale per Velo girando a sinistra, sulla sinistra si trova subito una stele di pietra con scolpita una croce su tre lati. Valle, è una grande contrada rivolta a Sud con abitazioni in pietra a più piani, in schiere parallele. Nella contrada si trova una cappellina datata 1604 con scritte che non si riescono completamente a decifrare: «ADI 14 MA30 1604 M.BTOLA E F.F., 15 MAGIO AD 1744 - F. RESTAURATA DA MICHELE BATISTA FRATELI E TOMASO NIPOTE BALTIERI DI VALLE PMD». All'interno presenta una statuetta con la Madonna della Corona. Di fianco, a destra, è stata murata una tipica stele con edicola vuota. Al centro della contrada c’è una fontana con vasche di pietra. Sono presenti numerose stalle-tese con tetto gotico, alcune sotto la copertura di lamiera presentano ancora il tetto in canna palustre. Da notare la tipologia delle abitazioni e delle stalle che si rifanno completamente all'architettura «cimbra». Carta topografica suggerita: TABACCO 059 Monti Lessini e Lessinia 1:25.000 Fonti di approvvigionamento idrico: Contrade Pozze, Covel, Campe e Croce

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Elevation

Details

Created by: fabrybyke
Distance: 7.1 mi
Date: 01/04/2016
Tags: Equitazione, Escursionismo, Mountain Bike
Difficulty: Intermediate

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